Una delle visite da non farsi mancare quando si sceglie di visitare la città di Cracovia, è sicuramente quella al quartiere ebraico, i cosiddetto quartiere Kazimierz, dal nome del suo fondatore Re Casimiro il Grande.

Kazimierz fu costruito nel 1335 vicino al fiume Vistola come una città separata e solo nel XIX secolo diventò un quartiere di Cracovia popolato per la maggior parte da ebrei.ghetto

Basta allontanarsi dagli eleganti palazzi della Città vecchia e incamminarsi in direzione sud-est per immergersi, dopo appena un chilometro, in un’atmosfera completamente differente.

Infatti, questa zona della città rappresenta uno dei momenti più toccanti della storia, in quanto in esso sono racchiuse tradizioni e culture ebraiche, per far sì che nonostante le atrocità commesse durante l’epoca del nazismo, non venga dimenticato quanto fosse rilevante la componente ebraica durante l’epoca stessa. Al posto delle romantiche carrozze coi cavalli, troverete case, edifici e monumenti consumati dal tempo, ma che racchiudono al loro interno pezzi di storia molto intensi.

Prima della seconda guerra mondiale infatti si contava una comunità ebraica di circa 65.000 persone. Dopo il 1945, i sopravvissuti furono solo 6.000.

Il quartiere comprende ristoranti in cui si possono assaporare i gusti culinari tipci della cucina ebraica, locali tipici, bazar, sinagoghe e musei.

Con questo articolo vogliamo aiutarvi a conoscere le tappe fondamentali da non trascurare sia per importanza che per popolarità.

Il Kazimierz di Cracovia è diviso in due parti: la zona ovest è oggi abitata dalla popolazione cristiana, quella ad est dalla popolazione ebraica. Nella parte cristiana potrete visitare la Piazza del Mercato (Wolnica), le chiese gotiche di Santa Caterina e del Corpus Christi.

Percorrendo la zona est del quartiere ebraico di Cracovia potrete esplorare, invece, le testimonianze che ancora oggi ricordano il dramma vissuto dagli ebrei nel secolo scorso.

Ma ecco i punti più salienti:

La piazza Bohaterów Getta (piazza degli eroi del ghetto): è la piazza del quartiere in cui vi sono molteplicità di ristoranti kasher e locali dove è possibile assaporare le tradizioni della cucina ebraica a modiche cifre sicuramente più vantaggiose righetto2spetto a quelle del centro. Proprio da qui ebbe inizio la deportazione degli ebrei verso i campi di concentramento durante gli anni della Seconda guerra mondiale.

 

Sinagoga Stara (sinagoga vecchia): al fondo della pizza principale del quartiere, vi è la più antica sinagoga di Cracovia, ricostruita in stile rinascimentale dopo l’incendio del 1557. Oggi, questa rappresenta una delle pochissime sinagoghe ad essere aperte al pubblico ed è possibile visitarla con pochi euro.ghetto-3

Piazza del mercato ebraico: la cosiddetta Plac Nowy, dove ogni giorno si svolge il mercato in cui è possibile acquistare qualche souvenir, ma anche fare spuntini tra una visita e l’altra.

Sinagoga e cimitero Remuh: questa è la più piccola delle sinagoghe presenti, ma non per questo meno importante. La denominazione “Remuh” è un acronimo delle prime lettere della locuzione ebraica “Rabbi Moses Isserles”. La sinagoga Remuh è infatti intitolata a questo studioso e rabbino: la scritta ebraica posta sul cancello in via Szeroka informa che si accede alla Nuova Sinagoga in sua memoria. Oggi la sinagoga Remuh è il principale centro di culto della comunità abraica presente a Cracovia.

Dietro la sinagoga vi è il cimitero ebraico (cimitero Remuh). Durante il periodo in cui la Polonia venne suddivisa fra le varie coalizioni, Cracovia venne annessa sotto l’Impero austo-ungarico le cui autorità chiusero l’accesso al cimitero per questioni sanitarie.

Dopo la prima Guerra Mondiale, il territorio in cui sorgeva il cimitero venne utilizzato come discarica della città e si pensava così di aver perso per sempre l’antico sepolcro ebraico. Nel 1959 però, durante una ricerca archeologica, vennero riportate alla luce centinaia di lapidi integre e pezzi tombali. Vennero così restaurate e riportate nell’attuale cimitero costruendo successivamente un muro di cinta ove vennero integrate le lapidi danneggiate creando un “Muro del Pianto”.

ghetto-4 Museo di Galicia: è stato istituito nell’aprile 2004 dal fotoreporter britannico Chris Schwarz nel tentativo di celebrare la cultura ebraica della Galizia polacca e commemorare  le vittime dell’olocausto in Polonia . La mostra è divisa in 5 sezioni: la vita ebraica in rovina, la cultura ebraica come una volta, siti di massacro e distruzione durante  l’olocausto, come il passato è ricordato e la gente che fa memoria oggi . Una parte della mostra è anche dedicata al campo di concentramento di Auschwitz.

 Oltre a queste tappe, vi sarà utile sapere che ogni anno nel quartiere Kazimierz si tiene il più grande Festival d’Europa dedicato alla cultura ebraica, per celebrare culture,  tradizioni e usanze della comunità che vi risiede.

 Inoltre, il quartiere Kazimierz è famoso perchè proprio qui è stato girato u uno dei film che meglio racconta, purtroppo, le brutalità commesse contro gli ebrei da parte dei      nazisti: Schindler’s List, di Steven Spielberg(1993).

Oskar Schindler, il protagonista del racconto, era salito involontariamente alla ribalta proprio per questo film a lui dedicato, che narra di come riuscì a salvare dalla deportazione, e quindi da morte certa, circa un migliaio di ebrei, impiegandoli nella sua fabbrica.

Che dire.. sicuramente queste sono solo una piccolissima parte delle informazioni che si possono ricavare andando in visita al quartiere ebraico, un posto che è in grado di raccontare, rappresentare e suggerire una molteplicità di sensazioni che probabilmente, per nostra fortuna, non potremmo mai realmente capire fino a fondo.

E’ importante visitare, informarsi, conoscere e sapere affinchè la storia e il suo passato non vengano mai dimenticati..